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     Manuale HARDDISK
06.01    RISOLUZIONE DEI PROBLEMI     
BAD SECTOR    
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BAD SECTOR

Come ogni dispositivo, anche il disco fisso è soggetto a usura, errori e malfunzionamenti. Può succedere che siano persi o rovinati alcuni dati nell’hard disk. Per certi tipi di problemi è possibile intervenire e riparare all’errore, in altri casi invece si deve necessariamente sostituire il disco.
Uno degli errori più frequenti è noto come BAD SECTOR (settore “cattivo”, rovinato). Quando viene segnalato questo errore significa che i dati memorizzati nel bad sector sono stati persi. Quindi si deve controllare periodicamente il disco, prima di memorizzare le informazioni, in modo da non utilizzare i settori rovinati. Windows fornisce un programma che controlla e ripristina alcuni tipi di errori: SCANDISK.
Per capire meglio quali sono i problemi più frequenti facciamo un semplice esempio. Facciamo la copia di alcuni file in un  vecchio floppy disk. La copia dei file va a buon fine, quindi siamo convinti che tutto abbia funzionato per il meglio: Windows non segnala errori. Cancelliamo i file dall’hard disk. Dopo un certo tempo (un giorno, un mese, un anno, ecc.) abbiamo bisogno dei file registrati sul floppy disk. Inseriamo il dischetto nel driver e apriamo esplora risorse. Quando tentiamo di far leggere i dati su A:, il programma ci avverte che il dischetto è rovinato, utilizzando il seguente messaggio: IMPOSSIBILE LEGGERE SU A:, o altri messaggi simili. Questo significa che i file memorizzati nel floppy sono persi: è impossibile recuperarli, dobbiamo rassegnarci e creare da zero i file. Quello che si può fare è tentare di recuperare il floppy disk. In realtà conviene buttare il dischetto e comprarne un altro, spendendo circa mille lire, ma nel caso dell’hard disk la cifra sale intorno alle trecentomila lire. Il primo tentativo è utilizzare il programma SCANDISK. Questa applicazione controlla l’intera superficie del disco (sia floppy che disco rigido) e segnala se ci sono errori. Nel caso vengano trovati degli errori, il programma tenta di sistemare il settore difettoso. Se si tratta di un problema non grave il settore sarà ripristinato, altrimenti sarà “bollato” come BAD SECTOR. In ogni caso, i file memorizzati in quel settore sono persi, sia che venga ripristinato il settore, sia che venga bollato. Quindi SCANDISK non è un programma per recuperare i dati, ma permette di verificare l’integrità di un disco. Inoltre, eseguendo questa applicazione periodicamente (soprattutto sull’hard disk), le parti rovinate del disco vengono sistemate o bollate. Il vantaggio è che si è sicuri di registrare i dati nelle zone del disco che non sono rovinate, infatti, tutti i settori “bollati”, non sono utilizzati per memorizzare i file. Nei dischi rigidi dovrebbe succedere raramente di trovare bad sector, facendo il controllo con SCANDISK dovrebbe risultare tutto a posto, soprattutto con i dischi nuovi.
Il secondo tentativo che si può fare è formattare il disco. Ovviamente con questo sistema verranno persi tutti i dati, anche quelli dei settori non rovinati. Nella maggior parte dei casi però, la formattazione sistema il disco in modo che utilizzando SCANDISK non siano più segnalati bad sector. In questi casi è molto importante che il disco sia diviso in partizioni (capitolo 5). Dopo la formattazione del disco non dovrebbero più essere segnalati errori.
Il caso preoccupante è quando né SCANDISK né la formattazione sistemano i problemi. Ripetendo il controllo sul disco vengono segnalati sempre nuovi errori. Questo è il segnale che in genere precede la rottura totale del dispositivo. Se il disco è nuovo e in garanzia conviene portare il dispositivo al rivenditore e farlo sostituire. Se il disco non è più in garanzia conviene cominciare a pensare di acquistarne un altro, e al più presto fare un back up dei dati, prima che sia troppo tardi.
Nel caso del disco non in garanzia c’è un ultimo tentativo da provare (l’ultima speranza): fare la formattazione “a basso livello”. Tra i vari comandi del BIOS, in genere si trova anche FORMATTAZIONE A BASSO LIVELLO. Questa operazione non è esattamente quello che viene fatto dal produttore e non deve essere adoperata se non nel caso estremo, cioè quando non c’è più niente da fare. Questo comando è sconsigliato in ogni altro caso, perché potrebbe causare dei problemi.

I dispositivi più recenti utilizzano un sistema automatico di rimappatura dei settori difettosi: mentre si memorizzano le informazioni sul disco, vengono controllati i settori. Se un settore risulta inaffidabile, i file contenuti nel settore stesso vengono copiati in un altro settore in un’area del disco che normalmente è inaccessibile. Questo avviene senza che l’utente se ne renda conto (in modo trasparente all’utente). La dimensione di quest’area riservata dipende dal dispositivo, ma di solito è sufficientemente grande per contenere gli errori che si possono verificare con l’utilizzo normale del disco. Gli errori sono segnalati all’utente solo quando quest’area è completamente esaurita. La formattazione a basso livello verifica l’affidabilità dei settori ed esclude quelli inaffidabili.

Gli errori cui è possibile rimediare sono di tipo software, ma si possono verificare anche errori di tipo hardware. Per esempio si è visto che le testine non devono mai toccare la superficie del disco, qualora ciò succedesse si verificherebbe un errore chiamato LANDING (atterraggio) al quale non c’è rimedio. Un altro problema grave è l’usura dello stato magnetico dei piatti.


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